Chi siamo

A partire dagli anni ’70, la parrocchia S. Giorgio Martire di Locorotondo, fortemente sospinta dalla tensione conciliare, ha colto come maturi “segni dei tempi” il dovere di intraprendere un cammino attraverso cui riconsiderarsi e riprogettarsi come Chiesa nell’oggi a Locorotondo. Cammino che ha comportato l’imbocco di alcuni “svincoli” pastorali determinanti e per gli orizzonti concreti a cui guardare e per lo stile di fondo da assumere e conservare.

All’interno di questo cammino, pur di fronte ad una più complessa mappa di difficoltà, data la novità e diversità delle “richieste” insite nell’esperienza da affrontare; pur nella consapevolezza di una situazione di isolamento, almeno allo stato iniziale, si è ritenuto doveroso – negli anni ’80 – aprire un nuovo capitolo del come essere realtà ecclesiale nell’oggi, nel territorio di Locorotondo e dintorni: una concreta presenza nei media con una “radio comunitaria” parrocchiale: RADIO CENTRO.

E’ nata nel 1987, per conto della Parrocchia San Giorgio Martire, con una programmazione ridotta ed esclusivamente religiosa che, gradualmente, si è aperta a temi e problemi culturali e sociali, assumendo l’obiettivo globale di contribuire ad un più partecipato e comunicato essere Chiesa nell’oggi, alla crescita civile della comunità locale attraverso un costruttivo dialogo con le diverse “voci” e realtà presenti nel territorio.
Presso il “Centro Parrocchiale Don Lisi”, a totale carico della Parrocchia, con una essenzialissima apparecchiatura, il servizio di alcuni laici ha espresso per i primi tre anni un’attività quotidiana, prevalentemente pomeridiana, limitata ad un numero di ore non superiore a quello richiesto dalla messa in onda del Santo Rosario, Santa Messa e qualche programma di natura ecclesiale.
Nel 1990 le si è dato uno statuto ed un’organizzazione secondo quanto richiesto dalla legislazione per l’ottenimento della concessione alla radiodiffusione, come radio “comunitaria”.
Per far fronte agli adempimenti previsti dalle leggi nazionali per le emittenti, ci si è fatti carico sia sul piano tecnico che organizzativo – programmatico di oneri sempre più gravosi.
Per la disponibilità del “personale” necessario si è via via passati dall’operatore tutto fare alla ricerca di presenze differenziate: tecnici ed autori – conduttori di programmi (con o senza l’apporto di gruppi parrocchiali).
Chi aveva assunto la responsabilità di conduzione generale dell’emittente ha dovuto misurarsi non solo con i risvolti interni – intraecclesiali – dell’attività, ma soprattutto con quelli esterni, regolati da leggi caotiche e situazioni di “mercato” capestro per i più deboli del settore.

L’adeguamento parziale delle apparecchiature e di impianti alle esigenze della nuova programmazione ed effettiva ricezione del “segnale” in tutto il territorio di pertinenza – comuni di Locorotondo, Martina Franca , Cisternino, parzialmente Fasano, Alberobello, Ceglie Messapica, Ostuni – ha dato il via ad un crescente flusso di spese rivelatosi non più sostenibile se non sorretto, sia pure dopo la completa ristrutturazione, da un adeguato sostegno di varia natura.
In attesa di ottenere – dopo il biennio di concessione provvisoria – la definitiva concessione governativa all’emissione della radiodiffusione, si è operato a partire dal luglio 1993 lungo due  direzioni:

  • la sperimentazione di un’autonoma produzione di programmi al limite massimo delle proprie possibilità;
  • l’adesione al nucleo delle radio ecclesiali della Diocesi di Conversano – Monopoli per poter usufruire  dopo l’acquisto delle necessarie apparecchiature  di una programmazione computabile per il monte ore richiesto dalla legge  senza rinunciare alle ore producibili in proprio.

Il biennio ’94 – ’95 ha segnato:

  • la realizzazione di un palinsesto quotidiano sempre più stabile, con programmi a valenza ecclesiale e civile, diffusi sulle frequenze 94,60 e 98,30 MHz secondo questi orari: dalle ore 08.00 alle 13.00 attinti al Network di Conversano – Monopoli – “Radio Amicizia”-; dalle 13.00 alle 20.00 autoprodotti; oltre le 20.00 attinti ancora a Radio Amicizia;
  • il completo rifacimento e la ristrutturazione dello studio operativo secondo criteri di funzionalità professionale.

Nel biennio ’95 – ’96 a fronte:

  • della precarietà ed intermittenza con cui Radio Amicizia faceva pervenire il suo “segnale” nelle ore convenute;
  • della autonomia acquisita, giuridica e tecnica, di ripetere i programmi della Radio Vaticana direttamente (senza ricorrere a Radio Amicizia);
  • dell’accresciuta capacità produttiva ed erogativa dei programmi autonomi;
    ci si è avviati verso il giro di boa del 10° anno di vita con la messa a punto e sperimentazione di un palinsesto quotidiano con cui Radio Centro era in grado di offrire il suo servizio 24 ore su 24.
    Possibilità raggiunta avendo creduto e sperimentato, anno dopo anno, sempre di più, l’effettiva valenza del servizio radiofonico ai fini di uno stare oggi con la comunità ecclesiale “dentro” la concreta realtà umana del territorio, per illuminarne il suo sentire, pensare e scegliere.

Alla logica delle amplificazioni magisteriali sui media prive di sbocchi, dinamiche pastorali conseguenti, si era preferita quella, costosa ma storicamente doverosa, dei passi quotidiani armonici nei diversi piani di intervento, relativi al mezzo mediatico scelto per stare “nella storia tra la gente”.
Il traguardo raggiunto si è però subito prospettato come impegno assumibile per il futuro, se nel frattempo si fossero determinate condizioni tali da rompere l’isolamento con cui la Parrocchia San Giorgio Martire aveva dovuto far fronte alle diverse esigenze emerse, peraltro fatte presenti in sede diocesana, ma rimaste a suo esclusivo carico.
Si è fatto il punto dell’esperienza maturata nel decennio e ci si è interrogati concretamente sulle prospettive future, in occasione di un incontro specifico tenutosi a Locorotondo con l’Arcivescovo Todisco il 2 febbraio del 1997.
Il cammino già percorso è risultato in piena sintonia con le scelte pastorali caratterizzanti la storia della chiesa Locorotondese negli ultimi 25 anni, nel suo sforzo permanente di riconsiderarsi e riprogettarsi come chiesa vivente nell’oggi a servizio della comunità locale.
E’ emerso rilevante il coinvolgimento delle oltre 40 persone con felice sorpresa, riconosciute dall’arcivescovo non appartenenti al pianeta delle “solite facce” tutte necessarie, nella diversità e consistenza di apporti, alla realizzazione dei vari programmi, concreta espressone di una presenza a giudizio dell’Arcivescovo, significativa oltre che per lo sbocco operativo, per la trama di relazioni interpersonali da tessere e ritessere.

E’ stata riscontrata sufficientemente rappresentativa della domanda , problematiche, interessi dei potenziali ascoltatori, la programmazione varata ed in onda lungo tre canali:

  • quello ecclesiale (di un sapersi “raccontare” come chiesa a servizio della gente in mezzo a cui si vive; momenti di preghiera comunitaria, di via liturgica, di riflessione spirituale, di illustrazione dei documenti magisteriali, di informazione missionaria, vita della Chiesa diocesana e vicariale, nei suoi molteplici dinamismi feriali e festivi, “a vantaggio di una Storia che può essere ancora riscattata dalla forza della carità pastorale”);
  • quello socio-culturale, politico e informativo (problemi, fatti, personaggi, interessi vari a valenza locale anzitutto ma anche nazionale, vagliati a più voci);
  • quello d’impostazione giovanile e d’intrattenimento (musica varia, temi ambientali, sport, personaggi e problemi giovanili).

Vengono individuate come “domande” ineludibili per un a”ripartenza” sicura ed un servizio complessivamente più fruito e qualificato:

  • l’attivazione di un’organica serie di incontri con le istituzioni, associazioni locali per sollecitare rapporti più continui e ribadire l’identità di Radio Centro;
  • la ricerca, attraverso un sondaggio, di indicatori della effettiva fruizione dei programmi con relativi giudizi  di massima sui medesimi;
  • l’utilizzo di strumenti ed iniziative di formazione adeguati per gli operatori del settore;
  • l’acquisto di una regia automatica per la messa in onda della nuova programmazione;
  • un sostegno finanziario da parte della diocesi;

Sulla base di queste indicazioni ed a seguito dell’acquisto della regia automatica si è operato riconsiderando i singoli programmi in rapporto alla loro effettiva rappresentatività dei settori e temi di riferimento; assumendo come criterio guida per il reperimento di nuovi operatori, a copertura delle cicliche indisponibilità, il coinvolgimento per “contagio” personale, affidando l’acquisizione delle capacità di utilizzo delle nuove apparecchiature ad un “tecnico” interno in grado di svezzare gradualmente gli amici collaboratori.
L’adesione al consorzio radio cattoliche di Blu Sat 2000, come l’inclusione di una fascia di programmi della stessa emittente nel palinsesto feriale-festivo di Radio Centro, ha costituito un aspetto molto significativo della “ripartenza”.
Nel corso dell’estate 2000, per una valutazione ad ampio raggio della funzione svolta nell’arco di oltre un decennio, della fruizione effettiva dei vari programmi, della riconosciuta qualità degli stessi, delle variazioni ed integrazioni da apportare, si è distribuito un apposito articolato questionario che ha offerto chiare indicazioni sulle prospettive future entro cui continuare ad offrirlo.
Sono risultate  positive quelle sul valore attribuito e sperimentato sul servizio erogato, proibitive quelle sulle condizioni operative future, soprattutto dal punto di vista economico.
In consonanza comunque con lo spirito di fondo dell’intera esperienza maturata, oltre che come risposta al sondaggio effettuato, nel corso del 2001 si è di fatto potenziato il raggio di emittenza di Radio Centro, con l’acquisizione di una nuova frequenza , la 99,10 MHz , aggiornata la dotazione delle apparecchiature con l’acquisto di una nuova regia automatica, riconsiderata l’intera programmazione con la messa a punto di un palinsesto più ricco e rispondente all’identità dell’emittente.

Negli anni successivi Radio Centro ha saputo interpretare l’evoluzione del settore radiofonico, sia dal punto di vista tecnologico sia contenutistico. Adeguandosi ai nuovi e sempre più elevati standard qualitativi, oggi è dotata di apparecchiature in grado di garantire una buona copertura dell’area di servizio, grazie ai nuovi trasmettitori digitali con tecnologia Icefet e algoritmi Lifextender, che migliorano la resa dei segnali riducendo notevolmente i consumi, anche la bassa frequenza è dotata di apparecchiature digitali di assoluta qualità, in grado di consentire all’emittente di poter da subito trasmettere in DAB.
Il palinsesto dell’emittente è costantemente in evoluzione, per garantire agli ascoltatori programmi che sappiano accompagnarli durante l’arco dell’intera giornata. Sintonizzando Radio Centro si possono ascoltare anche i programmi di Radio Vaticana in varie lingue, la sperimentazione digitale in tecnica Radiogram della VOA – Voice Of America, oltre alla programmazione di tipo culturale e religioso tipiche dell’emittente.