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Natale e Volontariato: il messaggio del nostro Arcivescovo PDF Stampa E-mail
domenica 27 dicembre 2009

Dio Padre volle mandare il Figlio. Gesù volle servire. Lo Spirito volle soffiare amore in tutte le direzioni. E abbiamo visto tante meraviglie.
Il Natale è l’Evento che manifesta la volontà divina come amore – Deus caritas est – che in Gesù diventa servizio per una vita nuova. A Natale Gesù è un Bambino, piccolo, debole, solo. I pastori, inondati di luce e colmati di gioia, sono i primi volontari: hanno saputo di Lui e sono andati, offrendo i loro doni.
Un giorno Gesù dirà: «Quello che avrete fatto al più piccolo tra voi l’avete fatto a me» (Mt 25,40). È l’invito ad avere attenzione al “piccolo”, al debole, al malato, all’emarginato, all’emigrato, al carcerato, al tossicodipendente, alla mamma in difficoltà, al denutrito, all’uomo, ad ogni uomo.
Il Volontariato è proprio questo: attenzione al prossimo che diventa servizio.

Questo è vero a livello occasionale o sistematico, personale o associato, civile o ecclesiale, materiale o spirituale, sociale o morale, culturale o educativo: un tempo ridotto e un tempo pieno. Sì, anche a tempo pieno quando uno vive il suo lavoro quotidiano come servizio al prossimo.
La volontà “forte” di Dio sostiene la volontà debole dell’uomo: in questa siamo immagine, nell’amore siamo figli di Dio.
Gesù, il Maestro d’Israele, non è stato forse il Volontario dell’amore? È stato il Samaritano lungo la strada, il Visitatore delle case degli uomini, l’Ascoltatore delle esigenze umane. Ha fatto bene ogni cosa. Si è speso per gli altri. Ha donato se stesso sulla croce. È morto, solidale con ogni uomo. È risorto, datore della vera speranza.
Anche la prossima Giornata Mondiale della Pace ci inviterà alla forte valorizzazione del volontariato nel tempo della globalizzazione, alla solidarietà di fronte ai disastri naturali, indicando come via di pace la custodia e la salvaguardia del creato e il rispetto della “ecologia umana” che afferma la vita, insieme alla “ecologia ambientale” che la rende vivibile.
La pace si rende visibile nei volontari, che sono costruttori della civiltà dell’amore.
Il mondo terreno è la nostra vita oggi: spendiamola bene vedendo Gesù che amiamo in ogni uomo.
Il mondo celeste è la nostra felicità senza tramonto: costruiamola e meritiamocela con i gesti d’amore. Ci chiediamo ogni giorno cosa fare per guadagnare la felicità eterna?
Il Natale fa passare l’amore in mezzo a noi e dà senso alla nostra esistenza. Il Volontariato è una forma speciale per costruire l’amore e donare speranza.

Buon Natale a tutti.

                                                                                                 Il vostro Arcivescovo,
                                                                                                       Rocco Talucci

Brindisi, 25 dicembre 2009.

 
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